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La chiaroveggenza è
l'acquisizione della realtà che circonda il soggetto, attraverso un
sesto senso che non coinvolga comunque la
telepatia e quindi la ricezione di informazioni appositamente
trasmesse. La chiaroveggenza può essere spontanea o indotta tramite
ipnotismo.
E' maggiormente semplice classificare i tipi di chiaroveggenza in base
alle condizioni ambientali:
1. visione attraverso corpi opachi: visione di ciò che è nascosto
attraverso l'osservazione di corpi (libri chiusi, lettere imbustate,
cassetti). Questa è quindi la categoria che trova più riscontro tra i
vari medium.
2. chiaroveggenza nello spazio: visione di situazioni dalla distanza. Si
è posto il problema, numerose volte, di quanto possa influire la
distanza tra il medium e l'obiettivo che si sta osservando.
3. chiaroveggenza nel tempo: questa categoria racchiude due fenomeni
principali, la retocognizione (visione del passato) e la precognizione
(visione del futuro). E' la categoria forse più messa in discussione dal
fatto che ciò che è osservato dal passato, può non esistere più, mentre
ciò che si osserva per il futuro ancora deve accadere.
Questo fenomeno comprende anche la retrocognizione e la precognizione.
Il fenomeno chiaroveggenza può verificarsi come una immagine chiara o
come solo l'impressione, la sensazione che accadrà qualcosa.
A parte Platone che probabilmente fu il primo essere umano a scrivere di
questa fenomenologia, successivamente (secoli e secoli dopo) Mesmer e la
sua dottrina provarono come soggetti ipnotizzati potessero dare prova di
chiaroveggenza.
Durante il 1840 la stessa Accademia fu sul punto di disinteressarsi alla
fenomenologia, quando balzò alle cronache quello che è stato definito il
maggior chiaroveggente dell'Ottocento: Alexis Didier.
Con l'arrivo del '900 si ebbero nuovi e famosi chiaroveggenti quali E.
D'Espérance, G. L. Osborne e altri.
Nel 1930
l'americano Rhine incentra il
suo studio sulla chiaroveggenza, studiando il fenomeno con il metodo
quantitativo tramite l'utilizzo delle famose carte ZENER, incentrando il
discorso sul fenomeno GESP (General Extra Sensory Perception) e cioè
percezione extrasensoriale generica.
Terminando, la chiaroveggenza come fenomeno indotto da una Quarta
Dimensione è ormai antica. Ugo Dèttore nel 1985 publicò l'ultima ipotesi
valida in questo campo: la chiaroveggenza sarebbe la percezione delle
realtà temporale attraverso l'utilizzo di facoltà appartenenti ai non
viventi e ai viventi.
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