L'invidia ha gli occhi e la fortuna è cieca Corrado Alvaro

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PRECOGNIZIONE
 


La precognizione è la capacità di un soggetto sensitivo di poter avvertire eventi futuri. E' complementare della retrocognizione  (che è la capacità di avvertire eventi passati).
La precognizione viene realizzata attraverso fenomeni quali le profezie, le premonizioni e i presentimenti:
le profezie costituiscono avvertimenti di carattere generale e spesso lontani nel tempo; le premonizioni rappresentano ammonimenti per avvenimenti futuri che non vengono rivelati ed infine i presentimenti sono sensazioni vaghe ed incomplete che interiormente trasmettono sensazioni su avvenimenti prossimi.
Nell'antichità ci sono enormi tracce dell'importanza di conoscere il futuro: per gli egiziani conoscere il futuro significava conoscere il volere degli dèi.
Avanzando velocemente nel tempo, arrivando al Seicento e Settecento, i precognitori iniziarono ad abbandonare attraverso letture delle mani (chiromanzia), lettura di sfere di vetro (cristalloscopia) e letture delle carte (cartomanzia) tutto con la convizione che conoscere il futuro potesse aiutare ad evitare disgrazie.
Alla fine del Settecento gli esperimenti di Mesmer dimostrarono che un soggetto sotto ipnosi poteva predire il futuro mentre nell'Ottocento quando lo studio del paranormale si diffonde tra studiosi e scienziati il fenomeno della precognizione rappresentò per tutti il fenomeno più sconvolgente.
L'imminente premio Nobel in medicina, Charles Richet, scrisse alla fine dell'Ottocento una frase sconvolgente:
"... dopo lunghe meditazioni, dopo osservazioni ed esperienze da me ripetute per più di mezzo secolo, dopo angosce, esitazioni e dubbi sempre più moltiplicati, io sono pervenuto a questa tremenda conclusione: che talvolta l'avvenire può essere svelato."
Giustamente il fenomeno non rientrava nell'ottica del pensiero scientifico ma nonostante questo, numerosi scienziati si insisterono per effettuare studi su questo fenomeno.
Dalla fine del 1800 che aumentano ancora gli studi e principalmente gli esperimenti: la Società per la Ricrca Psichica di Londra raccoglie una numerosa casistica, il Richet e il Soal tentano studi statistici.
A partite dal 1930 il prof. Joseph Banks Rhine  condusse esperimenti con il metodo quantitativo nel laboratorio di Parapsicologia della Duke University di Durham attraverso l'utilizzo delle ormai conosciute carte ZENER.
I numerosi studi effettuati quindi hanno potuto appurare che questo fenomeno può verificarsi in maniera spontanea o provocata e può 1) avvenire durante il normale sonno, 2) durante sedute d'ipnosi e 3) durante stati di trance profonda o talmente leggera da non essere facilmente distinguibile dallo stato di veglia.


IPOTESI AGGHIACCIANTI
La teoria che più fa rabbrividire è quella VOLONTARISTA avanzata dall'ammiraglio greco Angelos Tanagras. Costui avanzò l'ipotesi che i fenomeni precognitivi non esistono come fenomeni in se ma rappresentano la manifestazione di un desiderio o di un'intenzione da parte del soggetto che attraverso azioni inconsce telepatiche e telecinetiche, l'attuerebbe.
Cio' vuol dire che un soggetto che percepisce un imminente incidente, potrebbe inconsciamente provocarlo egli stesso con azioni telecinetiche.
Procedendo con questa ipotesi, bisognerebbe allora calcolare quante vittime siano state provocate dai precognitori (!).
Ipotesi che cammina di pari passo alla precedente è quella POSSIBILISTA la quale ebbe come convinto assertore il nostrano Bozzano
Questa teoria metterebbe il soggetto precognitore di fonte ad un ventaglio di possibilità verso le quali dirigere a sua scelta la propria azione: praticamente un soggetto precognitore, secondo la scelta che visualizzerà mentalmente, farà attuare le conseguenze reali (!).

RIMANGONO DELLE OSSERVAZIONI SCONVOLGENTI
Dinanzi un futuro già esistente e quindi deciso in precedenza, l'uomo rappresenta solo una pedina su di un binario già costruito, illuso che sia libero di prendere scelte arbitrarie.
Forse l'idea di conciliare il futuro già scritto con una certa arbitrarietà di scelta è quella più accettata e forse più ottimista: il futuro di una persona potrebbe essere già stato scritto in parte, lasciando al soggetto stesso, le decisioni e la gestione dei rimanenti avvenimenti di vita.

 

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