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Fenomeno che permette ad un sensitivo
che entra in contatto tattile con un oggetto, di percepirne la storia e
gli eventi a cui è stato presente: quindi è sempre un fenomeno di
retrocognizione ove l'oggetto in questione rappresenta un oggetto
induttore.
Deriva dal greco psychè = anima - psiche e da skopèin = vedere ed è
stata introdotta in sostituzione del termine psicometria risalente al
1842.
Il fenomeno fu scoperto per caso nel 1840 dal neurologo Joseph Rhodes
fautore della frase "Il passato è rinchiuso nel presente...".
Il Rhodes scrisse anche alcune opere sull'argomento che attrassero
l'attenzione di un geologo di Boston, il prof. William Denton che unì le
teorie del Rhodes con ciò che accadeva alla moglie quando si trovava in
contatto con vari minerali. La donna infatti, al contatto con questi
minerali presentava una sensitività che le permetteva di ricostruire
fenomeni geologi nei quali erano stati coinvolti i minerali che aveva
dinanzi.
In Italia esperimenti sulla psicoscopia vennero condotti dal prof.
Francesco Egidi e dal dott. Piero Cassoli.
Un posto d'onore è occupato dalla
cosiddetta piscoscopia d'ambiente, dove l'oggetto induttore è l'intero
ambiente in cui si ritrova il medium.
Facili gli esempi come i nitriti di cavalli e i frastuoni di guerra che
ancora qualche sensitivo ode sul campo di battaglia di Maratona.
Tantissime ipotesi sono state avanzate ma normalmente poi si ritorna
sempre alla teoria dell'impregnazione per poi scarlarla.
Altre teorie meno accreditate sono un contatto telepatico tra il
sensitivo e qualcuno che anche se non presente all'esperimento, conosce
la storia dell'oggetto induttore, o ancora ad una memoria universale,
all'inconscio collettivo, al serbatoio cosmico, etc.
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